PREDICA AMELIO SERAFINO

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                                                                          MARCO 14:66-72

66 Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle serve del sommo sacerdote; 67 e, veduto Pietro che si scaldava, lo guardò bene in viso e disse: «Anche tu eri con Gesù Nazareno». 68 Ma egli negò dicendo: «Non so, né capisco quello che tu dici». Poi andò fuori nell’atrio e il gallo cantò. 69 La serva, vedutolo, cominciò di nuovo a dire ai presenti: «Costui è uno di quelli». Ma lui lo negò di nuovo. 70 E ancora, poco dopo, coloro che erano lì dicevano a Pietro: «Certamente tu sei uno di quelli, anche perché sei Galileo». 71 Ma egli prese a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo di cui parlate». 72 E subito, per la seconda volta, il gallo cantò. Allora Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: «Prima che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte». E si abbandonò al pianto.

INTRODUZIONE E RIEPILOGO

Più di due Domeniche fà abbiamo parlato della Cena del Signore, questa cena importante che per noi rappresenta il Sangue e il Corpo di Cristo strumenti utili per il perdono dei peccati e per riappacificare il nostro rapporto con Dio. Abbiamo visto come in questa cena Gesù aveva preannunciato ( con la Sua Onniscenza) che uno dei discepoli sarebbe stato colui che lo avrebbe tradito. Nel brano successivo alla Cena del Signore vediamo questo gruppo composto dai discepoli( tranne Giuda) e Gesù dirigersi verso il giardino del Getsemani. E’ Gesù preannuncia un’ avvenimento successivo che da lì a poco si sarebbe verificato.

Marco 14: 27  Gesù disse loro: «Voi tutti sarete scandalizzati perché è scritto: “Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse“.

Un aspetto importante quello che si sarebbe verificato da lì a poco non era un’ avvenimento casuale ma un qualcosa di previsto è scritto nel libro di Zaccaria. Questo profeta di cui si sà molto poco, nelle sue profezie troviamo questa descrizione delle condizioni di peccato del popolo d’Israele con esortazioni a ritornare al Signore e ricostruire il Tempio ma la sua profezia aveva una portata ancora più ampia egli vide negli anni a venire l’ avvento del Messia.

  • La sua profezia descrive la prima venuta nella umiliazione di Cristo
  • La Crocifissione
  • E un pastore abbandonato dalle sue pecore ( 13: 7)

Io percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse” era dettato da Dio.

Matteo 14: 28 Ma dopo che sarò risuscitato vi precederò in Galilea, Gesù aveva il piano di Dio impresso nella sua mente, quindi queste affermazioni di Gesù comportano turbamento ai discepoli. Perché?

Gesù dice ai suoi discepoli voi vi “scandalizzerete” è come se si vergognassero di Gesù ,il suo arresto infatti era una vergogna in quanto nei pensieri e nei cuori dei discepoli vedere Gesù arrestato è come vedere un fallimento in ciò che avevano creduto. Anche se Gesù aveva dato un’ indicazione ai discepoli che questo arresto era necessario per compiere poi l’ opera di Resurrezione e di continuazione dell’ opera di Dio non era la fine della storia. Subito Pietro cerca di dimostrare la sua forza la sua certezza “ umana” e come vuole smentire una affermazione data da colui che conosce profondamente il cuore dell’ uomo. Allora Pietro gli disse “Quando anche tutti fossero scandalizzati, io però non lo sarò!”

E come essere certo che gli altri potranno sbagliare ma io non sbaglio.

altri, non pensando che le nostre vite sono deboli e hanno bisogno dell’ intervento di Cristo nella nostra vita? Certezza che poi Gesù smonta

“ In verità ti dico che tu oggi in questa stessa notte , prima che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte”. Ma che nuovamente viene opposta da Pietro in modo fermo.

31 Ma egli diceva più fermamente ancora” Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso dicevano pure tutti  gli altri. Pure gli altri forse trainati a seguire il dibattito tra Pietro e Gesù si fanno prendere dall’entusiasmo confidando nelle loro forze umane e cercando persino di sentirsi sicuri che erano pronti a morire per Cristo. Ma il racconto continua e nel giardino del Getsemani troviamo i discepoli nella loro sicurezza scomparire dalla scena dopo la morte di Cristo.

DOVE ERA  TUTTA QUELLA SICUREZZA? DOVE ERA QUELL’ AMORE DICHIARATO COSI’ PRONTO A MORIRE INSIEME A CRISTO.

Poco prima del suo arresto dopo il dibattito con Pietro e i suoi discepoli Gesù nel giardino Getsemani mostra la sua sofferenza umana e cerca di trovare proprio in Pietro, Giacomo e Giovanni un supporto in preghiera cosa che non avvenne infatti mentre Gesù pregava loro dormivano.

38” Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. C’è un chiaro avvertimento di una componentistica fondamentale per riuscire a resistere a quello che da lì a poco si sarebbe verificato….. l’ esser svegli…. E pregare questa era la formula per non cadere nella tentazione. Ma i discepoli dormivano, il dormire significava che i discepoli non avevano resistito fisicamente, si erano abbandonati alla necessità fisica senza cercare di resistere alle loro debolezze ed essere svegli e pregare. Non erano riusciti a rinunciare al riposo. Gesù chiedeva nel giardino del Getsemani un forte impegno una forte attenzione una forte azione di preghiera.

Quante volte Dio ci chiama a rinunciare ad un bisogno fisico per investire su un bisogno spirituale utile necessario per non cadere in tentazione.

Ci troviamo adesso dai versetti 66 ai versetti 72 ad assistere al fallimento di Pietro, la sua sicurezza messa alla prova è stato un fallimento. Leggiamo nel racconto una sua necessità lo porta a cadere davanti a Dio, aveva bisogno di scaldarsi, si trova nel cortile del Sinedrio distante da Gesù forse pensava di nascondersi ma di rimanere a guardare la scena di quello che stava succedendo. Questa sua necessità lo porta ad avvicinarsi in un posto sbagliato, con le persone sbagliate.

Era fuggito ma ci aveva ripensato, voleva seguire Gesù ma non come parte attiva bensì da lontano senza essere coinvolto direttamente.  

Salmo 1: 1-2 1 Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi,
che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori;
2 ma il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte.           
Pietro si avvicina, si ferma e si siede con gli schernitori di Cristo e poi riconosciuto come uno dei discepoli di Cristo si difende negando, spergiurando e imprecando.

Con quale persone condividiamo la nostra vita  e cerchiamo la compagnia?

Ci aiutano a rafforzare  il nostro rapporto con Dio o ci allontanano da Lui?

Fratelli e sorelle, ci troviamo agli inizi di un nuovo anno come pensiamo di affrontarlo?

  • Confidando nelle nostre forze umane, sentendosi più capaci degli altri nei momenti di difficoltà?

Pietro doveva fare tesoro delle parole che Gesù gli aveva annunciato e non confidare nella  sua forza.

  • Pensando di tralasciare la preghiera e il rapporto con Dio che deve essere messo in primo piano nelle nostre vite aldilà di ogni esigenza umana, a costo di non dormire  alla  sua opera  o pensando che  è meglio non essere coinvolti.
  • Pensando che seguire Gesù basta farlo da lontano non partecipando alla sua opera e pensando che è meglio non essere coinvolti.
  • Pensando alle nostre necessita umane che ci porta lontano da Dio e magari a condividere il peccato con gli altri sia la giusta strada da seguire coltivando relazioni e rapporti che non hanno nulla di buono nella nostra vita spirituale.

PENSIAMOCI BENE ANALIZZIAMO QUANTO E’IMPORTANTE GESU’ NELLA NOSTRA VITA, QUANTO  E DELETERIO OPPORSI A QUELLO CHE CRISTO DICE.. QUANTO E’ IMPORTANTE INVESTIRE TUTTI IN CRISTO E CONCENTRARCI A LUI COME PARTE OPERATIVA E NON DA ASPETTARE. DIO VI BENEDICA GRANDEMENTE.

 

        VOSTRO IN CRISTO

PASTORE AMELIO SERAFINO

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