
RECITA LE SCRITTURE
“Morte e vita sono in potere della lingua” Proverbi 18:21
C’è qualcosa di profondamente potente nel dichiarare la Parola di Dio. La Scrittura afferma chiaramente che “Morte e vita sono in potere della lingua; chi l’ama ne mangerà i frutti”. A volte non basta pensare o credere interiormente, bisogna parlare come se ci credessimo davvero. Gesù stesso lo fece: parlò al vento e alle onde, rimproverò tempeste, demoni e malattie. E ci ha insegnato che anche noi possiamo parlare alla montagna e vederla spostarsi (cfr. Marco 11:23). Ma questo implica anche una responsabilità: ci sono parole che dobbiamo scegliere di non dire.
Quando il profeta Geremia cercò di sottrarsi alla chiamata di Dio dicendo di essere troppo giovane, il Signore lo corresse: “Non dire: sono un ragazzo” (Geremia 1:7). In altre parole, non dichiarare limiti su te stesso quando Dio ti ha già chiamato e qualificato, ma pronuncia parole di vita, piene di fede e grazia. Mark Batterson afferma: “Ci sono cose che mi rifiuto di dire perché prenderebbero potere. La chiamo la mia lista del “non dire”. Quali parole da non dire dovrebbero andare nella tua lista da non dire? Non si intende solo parolacce. Gesù ha detto che renderemo conto di ogni parola oziosa.
Una parola oziosa è inefficace, vuota, senza scopo. E in Matteo 12:34 Gesù disse: “Dall’abbondanza del cuore la bocca parla”. Questo significa che le nostre parole rivelano ciò che abbiamo dentro: sono come una radiografia del cuore. È lì che si gioca la vera battaglia. Se vogliamo che le nostre parole riflettano la Parola di Dio, dobbiamo prima riempire il cuore della sua verità. E quando lo facciamo, qualcosa cambia: iniziamo a pensare come Cristo, a parlare come Cristo, e a vivere con una fede dichiarata.
Tratto dal Libro Gocce Dal Cielo