I TEMPI DI REAZIONE CONTANO
“Chi manderò? e chi andrà per noi? allora io risposi: eccomi, manda me!” Isaia 6:8
Vi ricordate le dieci spie che dubitarono della capacità di Dio di mantenere le sue promesse e dissuasero gli Israeliti dall’entrare nella Terra Promessa? Il dubbio fu così oltraggioso nei confronti di Dio (Egli aveva già rivelato la sua potenza mediante l’esodo e la divisione del Mar Rosso), che Dio eseguì i suoi giudizi in quel momento. Proprio il giorno dopo gli israeliti cambiarono idea, ma fu troppo poco e troppo tardi. Un giorno di ritardo costò loro quaranta anni!
Si persero la Terra Promessa perché la loro reazione fu troppo lenta. Ora, ciò non significa che bisogna vivere nella paura di perdersi qualcosa. Dopo tutto Dio è il Dio delle seconde opportunità (cfr. Giona 3:1). Ma, vi prego da comprendere ciò: l’inazione è un’azione e l’indecisione è una decisione. Quando si ha a che fare con Dio, i tempi di risposta sono importanti. Il ministero di Paolo cominciò quando ebbe un incontro che gli stravolse la vita con Cristo sulla via di Damasco.
Immediatamente cadde in ginocchio e disse: “Signore, che vuoi che io faccia?” (Atti 9:6). Nel libro di Isaia, quando i cieli si aprirono e Dio disse: “Chi manderò? E chi andrà per noi?” immediatamente il profeta Isaia rispose: “Eccomi, manda me!” Dio disse: “Va’, e di’ a questo popolo” (Isaia 6:8-9). Non si può andare davanti a Dio e non si può nemmeno restare indietro. Ciò che si deve fare è afferrare velocemente, decisamente e il più coraggiosamente possibile le opportunità che Egli offre. I tempi di reazione contano.
Tratto del libro Gocce dal Cielo