Il solido fondamento di Dio rimane fermo, portando questo sigillo: “Il Signore conosce quelli che sono Suoi”, e: “Si ritragga dall’iniquità chiunque pronuncia il nome del Signore”. 2 Timoteo 2:19

Dicono e non fanno. Matteo 23:3

 

COERENZA TRA PAROLE E AZIONI

Lettura proposta: Giudici 17:1-6

Il racconto proposto descrive una triste famiglia. Il figlio deruba sua madre, la madre maledice il ladro del quale ignora l’identità. Poi, quando il figlio le confessa il furto, invece di fargli sentire la gravità del suo comportamento, lo benedice. Infine, con il denaro che il figlio le restituisce, fa fabbricare degli idoli per lui. La legge di Dio, che vietava quei comportamenti, era completamente dimenticata, anche se il nome del SIGNORE era mescolato alle parole di quella donna. Triste illustrazione di ciò che Gesù dirà molti anni dopo: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me” Matteo 15:8.

Questo è un avvertimento per ognuno di noi.  Non dobbiamo pronunciare il nome di Dio con leggerezza, senza avere consapevolezza della Sua grandezza e senza pensare a ciò a cui Lo associamo. In questo racconto, la donna invoca per suo figlio la benedizione del SIGNORE, poi afferma di aver consacrato 200 sicli d’argento al SIGNORE, ma le sue azioni sono in totale contraddizione con ciò che dice. Dire di conoscere Dio e affermare di voler seguire Gesù, implica riconoscere la Sua autorità e allontanarsi da tutto ciò che è male, e da ciò che non è secondo la Sua volontà. Nel Vangelo di Luca, Gesù pone una domanda scomoda: “Perché mi chiamate: ”Signore, Signore! “e non fate quello che dico?” Luca 6:46. Ancora oggi molte persone si dichiarano cristiane, eppure non tengono conto degli insegnamenti di Gesù. Dio vuole che siamo coerenti, che siamo sinceri, e non degli ipocriti!

Tratto dall’ App Il Buon seme

 

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