LE SFIDE DEI CRISTIANI DI OGGI

 

Chi è il mittente della lettera?

Pietro

I destinatari della lettera? In che situazione si trovavano?

1 Pietro 1:1 …agli eletti che vivono come forestieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’ Asia e nella Bitinia. Quindi cristiani raggruppati in comunità più o meno numerose.

La situazione di queste chiese, valutando diversi passi dell’Epistola, e che esse erano esposte a calunnie e a maltrattamenti dei non cristiani.

Cosa ha spinto lo scrittore ha redigere la lettera?

L’obiettivo principale di Pietro è quello di mandare un esortazione a queste chiese, valutare la loro condotta in modo da onorare il vangelo che avevano ricevuto, senza farsi smuovere dalla persecuzione degli avversari.

 

Il contenuto dell’epistola e basato su dottrina e pratica

Vi è un insegnamento sulla vita nuova del credente che viene rigenerato da Dio, mediante la risurrezione di Cristo e questo è un atto di Dio, basato sulla sua volontà e non certamente per meriti dell’uomo, e quindi la lode va a Dio.

Vi è un esortazione a vivere una santità di vita:

“Come figli ubbidienti non conformatevi alle passioni del tempo passato quando eravate nell’ ignoranza”

I privilegi e doveri ad essere uniti per fede al Cristo vivente:

“……anche voi come pietre viventi siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo”

Dovere  = La condotta che i cristiani devono dimostrare di fronte al mondo:

…..”io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi alla carnali concupiscenze che danno l’assalto contro l’anima”

Doveri dei cristiani verso l’autorità:

“Siete dunque sottomessi per amore del Signore a ogni umana istituzione: al re, come al sovrano ai governatori come mandati da lui per punire i malfattori e per dar lode a quelli che fanno il bene”.

Doveri dei cristiani verso i domestici:

“Domestici siate con ogni timore sottomessi ai vostri padroni, non solo ai buoni e ragionevoli, ma anche a quelli che sono difficili”

Doveri dei cristiani verso i coniugi:

Mogli siate sottomesse ai vostri mariti…anche voi mariti vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna come a un vaso più delicato”

Doveri dei cristiani verso i fratelli e il prossimo:

“Infine siate tutti concordi compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili……..”.

 1Pietro 3: 18-22

Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito. 19 E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, 20 che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l’arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l’acqua. 21 Quest’acqua era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma la richiesta di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, 22 che, asceso al cielo, sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti.

 1 Pietro 4:1-11

Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che, cioè, colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato, 2 per consacrare il tempo che gli resta da vivere nella carne, non più alle passioni degli uomini, ma alla volontà di Dio. 3 Basta con il tempo trascorso a soddisfare la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle orge, nelle gozzoviglie, e nelle illecite pratiche idolatriche. 4 Per questo trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza e parlano male di voi. 5 Ne renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti. 6 Infatti per questo è stato annunciato il vangelo anche a coloro che sono morti; affinché, seppur essendo stati giudicati nella carne secondo gli uomini, potessero vivere nello Spirito secondo Dio.

7 La fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera. 8 Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l’amore copre una gran quantità di peccati. 9 Siate ospitali gli uni verso gli altri senza mormorare. 10 Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri. 11 Se uno parla, lo faccia come si annunciano gli oracoli di Dio; se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

 

Introduzione

Domenica scorsa abbiamo visto i doveri che Pietro riporta nell’ epistola che spettano alle mogli, ai mariti e ai fratelli, è l’invito che Pietro fa più volte di non avere paura, prima lo riporta nel contesto del dovere delle mogli che devono prendere esempio dalle sante mogli come Sara che ubbidiva ad Abramo, e “senza lasciarvi turbare da nessuna paura” e poi di nuovo nel contesto dei doveri dei fratelli di fare il bene. Pietro di nuovo invita a non avere paura ….”non vi sgomenti la paura che incutono e non vi agitate”

 

Da dove poteva scaturire questa paura?

Per le mogli che vivevano in un contesto familiare dove c’era un opposizione alla fede, quindi in questo contesto Pietro le invita ad avere coraggio in tempi di persecuzione.

Nel contesto della vita di chiesa invita a non aver paura dei persecutori, quindi anche qui un atto di coraggio

Ma come si può superare la paura

Pietro da la giusta indicazione

…ma glorificate il Cristo come Signore nei vostri cuori (15); Nuova Diodati (anzi santificate il Signore Dio nei vostri cuori )

Santificare il Cristo non significa rendere santo colui che è già santo ma riconoscerlo come santo nell’adorarlo, nel servirlo, nel temere di offendere e rinnegare.

Quindi possiamo superare la paura se nei nostri cuori c’è quel rispetto massimo verso Dio.

  Pietro cita nei suoi  insegnamenti un altro componente da considerare

LA SOFFERENZA

Quando Pietro al capitolo 3 ai versetti 8-15 invita i fratelli in Cristo a fare il bene al versetto 13

Dice: Chi vi farà del male se siete zelanti nel bene? Se poi dovreste soffrire per la giustizia, beati voi!

Pietro dice che il nostro compito è fare il bene anche quando facendo il bene otteniamo il male.

Inoltre se soffriamo per compiere la volontà di Dio dettata dalla sua Parola, BEATI VOI.

Quindi a volte seguire Dio, seguire gli insegnamenti di Dio ed applicarli per poter portare avanti nella vita una giustizia “giusta” moralmente possiamo anche affrontare periodi di sofferenza causati da persecuzioni, non accettazioni in famiglia, problemi nel mondo del lavoro ecc. ma qui Pietro è come se vorrebbe essere al posto di coloro i quali attraversano questi problemi nella loro vita esclamando………beati voi!

Successivamente Pietro ancora parlando nei versetti successivi del capitolo 3 dice: di essere pronti a parlare di Dio a coloro i quali ci chiedono spiegazioni ma non solo parlare ma anche avere una buona coscienza ovvero una buona testimonianza verso gli altri, in modo che quando sparlano di noi non hanno approcci su cui basarsi per poterlo fare, e al versetto 17 dice:

17 Infatti è meglio che soffriate per aver fatto il bene se tale è la volontà di Dio che per aver fatto il male

Meglio che un Cristiano sia un perseguitato innocente che un trasgressore giustamente punito.

Quindi Pietro scrive citando paura e sofferenza che possono accompagnare il credente nel suo cammino Cristiano.

 

Leggiamo il primo blocco di versetti

1 Pietro 18-22

Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito. 19 E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, 20 che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l’arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l’acqua. 21 Quest’acqua era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma la richiesta di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, 22 che, asceso al cielo, sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti.

E dai versetti 1 Pietro 3:18-22 Pietro Parla di Cristo della sua sofferenza e inizia il brano con una coniugazione “Anche Cristo” questa coniugazione lega il concetto precedente della sofferenza che il Cristiano affronta dandogli come modello da seguire, la sofferenza di Cristo.

Cristo ha sofferto per amore della giustizia, per Cristo la sofferenza è stata un elemento che ha vissuto lungo il sentiero verso la gloria.

Le sue sofferenze hanno portato degli enormi benefici per noi:

1) Furono espiatorie nel senso che ci hanno liberato dalla punizione per i nostri peccati.

2) Hanno avuto valenza eterna, una sola volta Gesù è morto per sempre e ha sistemato la situazione del peccato.

3) Furono sostitutive….lui giusto per gli ingiusti…….

4) Ci hanno condotto a Dio……(per condurci a Dio), ci ha riconciliato con il Padre.

5) Ma il punto conclusivo è stato raggiunto con il terzo giorno quando Cristo risuscita dalla morte.

Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, 22 che, asceso al cielo, sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti.

CRISTO E’ PASSATO DALLA SOFFERENZA MA HA CONTINUATO FINO ALLA FINE A COMPIERE IL SUO MANDATO CON LA RISURREZIONE SALVA ANCHE NOI PERCHE’ HA VINTO IL PECCATO, HA SAZIATO LA GIUSTIZIA CHE DIO AVEVA RIVERSATO VERSO DI NOI

Ebrei 2:10  Infatti, per condurre molti figli alla gloria, era giusto che colui, a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, rendesse perfetto, per via di sofferenze, l’autore della loro salvezza.

Leggiamo il secondo blocco di versetti

1 Pietro 4:1-11

Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che, cioè, colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato, 2 per consacrare il tempo che gli resta da vivere nella carne, non più alle passioni degli uomini, ma alla volontà di Dio. 3 Basta con il tempo trascorso a soddisfare la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle orge, nelle gozzoviglie, e nelle illecite pratiche idolatriche. 4 Per questo trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza e parlano male di voi. 5 Ne renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti. 6 Infatti per questo è stato annunciato il vangelo anche a coloro che sono morti; affinché, seppur essendo stati giudicati nella carne secondo gli uomini, potessero vivere nello Spirito secondo Dio.

Al capitolo 4 Pietro inizia con una coniugazione “poiché” dunque Cristo  equivale a perché Cristo a sofferto nella carne Pietro invita i credenti ad armarsi dello stesso pensiero.

Qual è questo pensiero?

COLUI CHE HA SOFFERTO NELLA CARNE RINUNCIA AL PECCATO

Perché?

Il credente che è stato chiamato da Dio, che lo ha rigenerato e si è convertito a Dio ha voltato le spalle al peccato ha scelto la persecuzione piuttosto di continuare a vivere nel peccato. Questo non significa che il credente non peccherà più ma che il potere del peccato nella sua vita è stato interrotto ovvero non è più controllato dalla volontà della carne (peccato) ma è controllato dalla volontà di Dio. Preferisce soffrire piuttosto di essere immerso nel peccato del mondo, preferisce morire ma non rinnega Cristo.

2 per consacrare il tempo che gli resta da vivere nella carne, non più alle passioni degli uomini, ma alla volontà di Dio.

LA SOFFERENZA CONFERMA L’APPARTENENZA DEL CREDENTE A DIO E L’ALLONTANAMENTO DAL PECCATO

LA RINUNCIA

Pietro elenca ai credenti una serie di piaceri del mondo pagano da rinunciare:

NO ALLA DISSOLUTEZZA = CON LE IMMORALITA’ SESSUALI

NO ALLE UBRIACHEZZA.

NO ALLE ORGE = CON I FESTINI SFRENATI.

NO ALLE GOZZEVIGLIE = FESTINI SFRENATI CHE PREVEDONO CONSUMO OLTRE IL LIMITE DI BEVANDE ALCOLICHE.

NO ALLE PRATICHE ILLECITE E IDOLATRICHE.

 

LA RINUNCIA COMPORTA PERSECUZIONE E DIFFICOLTA’ DI ACCETTAZIONE NEL MONDO

E Pietro sofferma che questa strada della rinuncia comporta la non accettazione del cristiano nel mondo.

Per questo trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza e parlano male di voi.

MA SARA’ PER SEMPRE?

7 La fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera. 8 Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l’amore copre una gran quantità di peccati. 9 Siate ospitali gli uni verso gli altri senza mormorare. 10 Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri. 11 Se uno parla, lo faccia come si annunciano gli oracoli di Dio; se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

No, ma nell’attesa Pietro indica ai credenti che cosa erano chiamati a fare:

– essere moderati e sobri = le circostanze esterne, nel caso dei credenti cui scriveva Pietro era la persecuzione; non devono interrompere il nostro rapporto di comunione con Dio, quindi bisogna dedicarsi alla preghiera;

– l’amore gli uni per gli altri = attenzione non significa che l’amore elimina il peccato perché la colpa e il castigo per il peccato si possono rimuovere solo con il sacrificio di Cristo, qui significa che l’amore ci fa chiudere gli occhi davanti ad offese o errori di altri credenti;

– essere ospitali ma farlo con il cuore;

ognuno deve mettere in azione il dono che Dio gli ha dato mettendolo a servizio degli altri;

ogni cosa che si fa la si fa per la gloria di Dio.

 Insegnamento

Le sfide oggi per i Cristiani

La sofferenza, se scegliamo di seguire Cristo la sofferenza fa parte del nostro bagaglio, ma se

guardiamo a Cristo, impariamo a resistere alla sofferenza sapendo che non tutte le cose che succedono sono a caso ma c’è un piano dettato da Dio, e se guardiamo a Cristo e seguiamo il suo cammino, impariamo a non mollare perché quello che Cristo ha compiuto lo ha portato alla gloria quello che noi porteremo a termine ci porterà alla vita eterna.

 

Lc 9:23 Diceva poi a tutti: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.

 Quindi la sofferenza fa parte del bagaglio del Cristiano e la sofferenza non nasce a caso ma:

1) Dio usa la sofferenza del credente per la propria gloria.

2) Dio usa la sofferenza del credente per benedire gli altri.

3) Dio benedice quanti soffrono nel suo nome.

 La rinuncia, agli insegnamenti del mondo dove oramai tutto è centrato sui bisogni dell’uomo ai piaceri ma non alla volontà di Dio. Essere Cristiani significa rinunciare alla vita che vivono gli altri.

Volontà di Dio? Come farla?

Gv 1:13 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio.

  • Ricevilo credendo in lui nel suo sacrificio.
  • Diventerai suo figlio.
  • E Dio ti trasforma in un uomo nuovo.

Ti rigenera

Tt 3:5 bagno della rigenerazione e del rinnovamento dello Spirito Santo

la reputazione, dobbiamo in mezzo al mondo proclamare la nostra santità e la nostra purezza con i fatti, e non dobbiamo correre il rischio di farci attirare dell’idea di essere popolari.

Efesini 5:8 Perché in passato eravate tenebre ma ora siete luce nel Signore comportatevi come figli di luce. 

 Questa reputazione può migliorare giorno dopo giorno solo se stiamo vicini a Cristo

1 Pietro 2:4 accostandovi a lui, pietra vivente rifiutata dagli uomini ma davanti a Dio scelta e preziosa

 2 Cor 3:18 Siamo trasformati nella sua stessa immagine di gloria in gloria

 Rm 6:11 Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore.

Rm 6:14 Infatti il peccato non avrà più potere su di voi, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia.

 Il peccato non ha potere su di noi e noi abbiamo grazie a Cristo la potenza di allontanarci da comportamenti peccaminosi

Dio ci ha iniettato nella nostra vita il desiderio di fare la sua volontà, ma anche la forza per poterla fare

Eb 13:20-21 Ora il Dio della pace, che in virtù del sangue del patto eterno ha fatto risalire dai morti il Signor nostro Gesù Cristo, il grande Pastore delle pecore, 21 vi perfezioni in ogni buona opera, per fare la sua volontà, operando in voi ciò che è gradito davanti a lui per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

 La costanza malgrado la persecuzione e le difficoltà non dobbiamo interrompere il nostro rapporto con Dio coltivarlo con la preghiera

Ef 6:18 pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi,

l’unità del corpo il cammino non è singolare ma è insieme al tuo fratello e alla tua sorella bisogna investire molto nell’applicazione dell’amore e dell’abbassamento del perdono

1G 3:16 Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi; anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.

i doni nel corpo servono come carburante per il prosieguo del cammino bisogna che vengono portati alla luce e messi in campo per lo scopo di essere utile per i fratelli e per poter manifestare la gloria di Dio.

Vostro in Cristo

Pastore Amelio Marco

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