RIFLESSIONE

    Matteo 11: 1- 6

1 Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città. 2 Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: 3 «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». 4 Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: 5 I ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, 6 e beato colui che non si scandalizza di me».

Come sta scritto in questi versetti vediamo le opere che Gesù compiva sulla terra, i ciechi vedevano, gli storpi camminavano, i lebbrosi  erano guariti, i sordi riacquistavano l’ udito, i morti resuscitavano. Leggendo questi passi mi sono soffermato nel pensare che le opere che  Gesù compiva in passato, li compie ancora oggi, ogni qualvolta che una persona accetta Gesù come personale Salvatore. Prima di conoscere Gesù noi eravamo ciechi spiritualmente parlando, Egli nel momento che lo abbiamo accettato ha fatto cadere la cataratta dai nostri occhi affinché potessimo vedere la Sua Gloria. Camminavamo come degli zoppi, sperduti in questo mondo ed Egli ci ha aperto la via che ci ha portato alla salvezza. Possiamo paragonare la lebbra al peccato che viveva in noi e che attraverso il suo sangue versato sulla croce  Egli ci ha mondato e liberato dalle catene che ci tenevano legati al peccato. Egli ha fatto si che noi potessimo sentire ciò che magari non volevamo sentire della Sua Parola. Noi eravamo morti nel peccato e grazie a Lui siamo risorti, siamo uomini nuovi. Eravamo poveri ma la Sua Parola ci ha reso ricchi, abbiamo un gran tesoro in Gesù e nessuna cosa è superiore a Lui, nessun oro del mondo può sostituire la ricchezza che Gesù ci ha donato attraverso la Sua Parola. Gesù ha fatto tutto questo per noi, se vogliamo essere beati cerchiamo di non vergognarci di Gesù, dobbiamo gridare al mondo ciò che Gesù ha fatto in noi senza nessuna vergogna. In Luca 9:26 leggiamo: Perché, se uno ha vergogna di me e delle mie parole, anche il Figlio dell’uomo avrà vergogna di lui, quando verrà nella gloria sua e del Padre e dei santi angeli. Dio vi benedica.

Vostro fratello in Cristo

Lino Mazza

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