RIFLESSIONI DI ROBERTO PEREZ

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Buon pomeriggio,

a tutti noi, è capitato di proferire qualche frase di conforto a qualcuno che ha subito una grave perdita, del tipo “stai tranquillo che è col Signore e da lassù ti guarda e ti protegge”, o cose del genere. Quest’argomento, circa 20 anni fa, mi ha fatto molto riflettere, fino ad indurmi a leggere per la prima volta la bibbia, per trovare, inutilmente, delle giustificazioni a quella frase.

La teologia cattolica, alla quale facevo riferimento, giustifica il culto e le preghiere ai morti, per quanto contenuto nel libro apocrifo 2Maccabei 12:46, per la tradizione e per le decisioni prese nel concilio di Trento; riconosce però che nessun dei 66 libri canonici, approvati e riconosciuti da tutti i cristiani, parla del culto i morti.

Se per un certo verso, la preghiera ed il culto a memoria o a suffragio della persona cara scomparsa, ci consola, ci dà l’impressione di averla ancora vicina e che continua a preoccuparsi di noi e dei nostri problemi materiali, dall’altra, dobbiamo sapere che è un grosso errore e che la parola ci dice tutt’altro.

Iniziamo con Luca cap. 16 versetti dal 19 al 31, si tratta della morte del ricco e del povero Lazzaro, Gesù racconta questa storia per mettere una netta barriera fra i vivi ed i morti, che non vi sono canali di comunicazione fra loro e consiglia ai vivi di seguire gli insegnamenti dei profeti.

Ezechiele 18,20 ci dice che la persona che pecca è quella che morirà e che la giustizia del giusto sarà sul giusto e l’empietà dell’empio sarà sull’empio.    1 Giovanni 5,16  Se qualcuno vede suo fratello commettere un peccato che non conduca a morte, preghi, e Dio gli darà la vita: a quelli, cioè, che commettono un peccato che non conduca a morte. Vi è un peccato che conduce a morte; non è per quello che dico di pregare.   In Romani 2 dal versetto 3 al 9 troviamo quali sono i peccati che conducono a morte che in sintesi sono quelli che commettiamo con molta ricorrenza e per i quali non chiediamo perdono. Adesso vediamo a chi dobbiamo rivolgere le nostre suppliche e le nostre richieste d’aiuto, leggiamo insieme alcuni versetti:  Ebrei 5:8 e 9 Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna,    Luca 23,43  Ed egli gli disse: «Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso». 2 Corinzi 6,2 poiché egli dice: «Ti ho esaudito nel tempo favorevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza». Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!  Ancora una volta Gesù ci invita a ricercare la salvezza mentre siamo in vita, oggi è il giorno favorevole, non domani che non ci siamo più e che sarà troppo tardi e ci attende  solo il giudizio Divino.  Ebrei 9,27 Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio,

1 Timoteo 2,5      Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo,  Ebrei 7,25  Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro.   Quindi rivolgiamoci a Gesù, solo e l’unico mediatore fra Dio e gli uomini, ricordiamoci anche che il nostro Signore è geloso e desidera che noi indirizziamo la nostra lode, adorazione e venerazione, solo e soltanto a Lui che è la verità, la via e la Vita e nessuno può andare al Padre, se non per mezzo Suo.

Deuteronomio 18:10, 11 e 12  Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante(chi esercita l’evocazione dei defunti a scopo divinatorio.) perché il SIGNORE detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te.

Vi sono ancora tantissimi capitoli e versetti che trattano l’argomento e che se leggiamo la Parola del Signore li troveremo facilmente. Desidero concludere questa riflessione, leggendo il versetto 16 di Ebrei capitolo 4 che recita

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.

Grazie a tutti voi e che il Signore Gesù ci benedica.

Conservo in Cristo

Roberto Perez

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