Rinnegare Gesù
Quando si parla di rinnegare Gesù molti di noi pensano subito a Pietro che lo rinnegò per ben tre volte. Pietro subito dopo il canto del gallo si mise a piangere e prese consapevolezza della propria debolezza. Il canto del gallo dimostra che la profezia di Gesù si compie esattamente come annunciato durante l’ultima cena nonostante Pietro avesse giurato di essere pronto a morire per lui, la parola del Maestro si rivela precisa e infallibile, evidenziando la fragilità umana rispetto alla preveggenza divina. Se fosse successo a noi quello che è successo a Pietro come ci saremmo comportati? Magari molti di noi presi dell’euforia avremmo detto come disse Pietro durante l’ ultima cena. C’è un detto che dice dal dire al fare c’è di mezzo il mare. Molti di noi ci soffermiamo all’azione di Pietro ma ricordiamoci che tutti i discepoli quando erano con Gesù nel Getsemani all’ arrivo dei romani fuggirono lasciando Gesù da solo e si nascosero per paura di essere arrestati. Anche noi oggi nonostante confessiamo di essere convertiti a Gesù lo rinneghiamo ogni volta che ignoriamo gli insegnamenti biblici nella vita di tutti i giorni, mettendo l’egoismo, l’individualismo e l’indifferenza verso il prossimo (specialmente i più deboli) ai valori dell’amore, della giustizia e della solidarietà. In Matteo 10:32-33 leggiamo: Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Se vogliamo evitare di rinnegare la nostra fede basta mettere al primo posto Dio e bisogna dire no ai nostri legami terreni e del mondo che a volte ci allontanano dalla presenza di Dio. In Matteo 16:24 leggiamo: Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Queste parole sono una chiamata radicale a fare di Cristo la priorità assoluta e non bisogna mettere il nostro proprio io e i nostri progetti futuri al centro di tutto. Che Dio vi benedica.
Vostro fratello Lino Mazza