Riflessione Lino Mazza

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1 CORINZI 1: 11- 16

11 Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa Cloe che tra di voi ci sono contese. 12 Voglio dire che ciascuno di voi dichiara: «Io sono di Paolo»; «io, di Apollo»; «io, di Cefa»; «io, di Cristo». 13 Cristo è forse diviso? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete voi stati battezzati nel nome di Paolo? 14 Ringrazio Dio che non ho battezzato nessuno di voi, salvo Crispo e Gaio; 15 perciò nessuno può dire che foste battezzati nel mio nome. 16 Ho battezzato anche la famiglia di Stefana; del resto non so se ho battezzato qualcun altro.

In questi versetti vediamo come Paolo riprende i credenti perché c’era molta confusione e dichiaravano di appartenere a Paolo, ad Apollo, a Cefa e a Cristo. Dopo molti anni questa storia a volte si ripete, a volte molti che vedevo spesso in un’ altra chiesa mi chiedono, ma tu vai in chiesa di Caio? Io invece sto continuando a frequentare la chiesa di Sempronio perché non vieni da noi sai succede questo, succede quello. Noto con tristezza che a volte non si combatte per rubare anime a Satana, ma ad altre chiese, solo per aver numero superiore in chiesa. Sai noi siamo 1000, sai noi siamo 500, ma non sanno che la Chiesa è una, che i 50 credenti di Caio fanno parte anche loro della chiesa di Cristo di cui fanno parte i 1000 di Sempronio. Dio vuole una chiesa unita, che insieme combattono le forze del male togliendo anime a Satana. Quando un giorno andremo davanti la presenza di Dio, Egli non ci chiederà quale Chiesa abbiamo frequentato, ma ci chiede hai fatto la mia volontà fino all’ ultimo giorno vissuto sulla terra? Tutti i credenti vengono giudicati al Tribunale di Cristo in  Romani 14:10-12 leggiamo:10 Ora tu, perché giudichi il tuo fratello? O perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo. 11 Sta infatti scritto: «Come io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua darà gloria a Dio». 12 Così dunque ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio”.  Ogni credente dovrà rendere conto delle proprie azioni, e il Signore giudicherà le scelte da lui fatte, incluse quelle che riguardano la coscienza. Questo giudizio non determina la salvezza, che avviene solo per fede, come sta scritto in Efesini 2:8-9, “ 8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori”. Piuttosto è il momento in cui i credenti devono rendere conto delle loro vite al servizio di Cristo, non basta solo andare la Domenica al culto per essere a posto con Dio, bisogna dare tutto se stessi per l’ opera di Dio. In Luca 10: 2 leggiamo: “ 2 E diceva loro: «La mèsse è grande, ma gli operai sono pochi; pregate dunque il Signore della mèsse perché spinga degli operai nella sua mèsse”. E’ vero che dobbiamo pregare a Dio che mandi operai per il campo del Signore, ma intanto nelle nostre possibilità anche minime cerchiamo tutti insieme di curare questo campo molto vasto e non guardiamo se gli altri lavorano per il campo del Signore, un giorno saranno giudicati anche per questo, in Matteo 7: 21- 29 leggiamo: “21 Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?”. 23 E allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità”. 24 Perciò, chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, io lo paragono ad un uomo avveduto, che ha edificato la sua casa sopra la roccia. 25 Cadde la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa però non crollò, perché era fondata sopra la roccia. 26 Chiunque invece ode queste parole e non le mette in pratica, sarà paragonato ad un uomo stolto, che ha edificato la sua casa sulla sabbia. 27 Cadde poi la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa crollò e la sua rovina fu grande». 28 Ora, quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle stupivano della sua dottrina, 29 perché egli le ammaestrava, come uno che ha autorità e non come gli scribi.  Quindi cari fratelli e sorelle cerchiamo di essere uniti nel Signore non facciamo distensioni fra le chiese, ricordiamoci che quando Gesù ritornerà come ha detto non prenderà solo la chiesa di Caio e Sempronio, ma tutta la sua Chiesa perché la sua Chiesa è una come Lui è uno solo.

Vi abbraccio nell’ amore del Signore.

Vostro fratello in Cristo

Lino Mazza

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